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Frana di Niscemi: Il Comitato chiede misure eque e lavori urgenti

In questi giorni, il Comitato Evento Franoso di Niscemi sta trasmettendo, a rappresentanti di forze politiche di maggioranza ed opposizione, una serie di proposte di emendamenti al Decreto-Legge n. 25 del 27 febbraio 2026, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza derivante dagli eventi meteorologici che si sono susseguiti dal 16 gennaio 2026 e per la gestione della frana nel territorio comunale (vedi qui).

Le proposte nascono dall'ascolto diretto delle famiglie e dei proprietari colpiti e intendono colmare lacune normative che, nella formulazione attuale del decreto, rischiano di penalizzare ulteriormente chi ha già perso la propria abitazione o ha subito gravi danni al patrimonio.

Le proposte in sintesi

  • Sul piano del ristoro economico, il Comitato chiede che gli indennizzi siano calcolati sul valore di mercato reale degli immobili – accertato mediante perizia asseverata – e non esclusivamente sui valori OMI (Osservatorio Mercato immobiliare) quando questi risultino inferiori ai prezzi effettivi di compravendita. Si propone inoltre una soglia minima di 1.500 euro al metro quadrato per i contributi alla ricostruzione.
  • Sul piano della libertà di scelta, si chiede la soppressione dei vincoli territoriali che oggi costringono i cittadini a reinvestire i ristori esclusivamente nel Comune di Niscemi o nei comuni limitrofi. Ogni persona deve poter ricostruire il proprio progetto di vita dove ritiene più opportuno poiché non ha avuto scelta nell’ abbandonare la propria dimora e un pezzo della propria esistenza a causa della frana.
  • Sul piano della tutela della proprietà, il Comitato si oppone a qualsiasi forma di acquisizione automatica dell'area di sedime al patrimonio comunale in assenza di una procedura espropriativa ordinaria e di un indennizzo separato per il valore del suolo.
  • Sul piano dell'accessibilità ai contributi, si propone di ammettere al sostegno anche gli immobili per i quali risulti in istruttoria un'istanza di sanatoria presentata prima del 25 gennaio 2026, nonché di riconoscere un contributo pari all'80% del valore dei beni mobili e manufatti di pregio non recuperabili.
  • Sul piano dei rapporti locativi, si richiede che i locatori possano esigere il canone dai conduttori per il periodo in cui questi ultimi percepiscono il contributo statale per l'affitto, evitando situazioni di squilibrio contrattuale.

Un appello alle forze politiche

Il Comitato Evento Franoso auspica che le forze politiche, in sede di conversione del decreto-legge, vogliano accogliere le proposte che provengono direttamente dai cittadini colpiti: uomini, donne e famiglie che non chiedono privilegi, ma il rispetto dei propri diritti costituzionalmente garantiti. Sono loro i testimoni più credibili di ciò che serve realmente, ed è dalla loro voce che deve partire ogni scelta legislativa che voglia dirsi giusta ed efficace.

Il Comitato rivolge inoltre un fermo auspicio affinché i lavori di messa in sicurezza del territorio abbiano inizio con la massima celerità. Niscemi è una città con una storia secolare, un'identità profonda e un patrimonio culturale e architettonico che merita di essere protetto. Ogni ritardo non è solo un danno materiale: è un colpo alla dignità di una comunità intera e un fattore concreto di svalutazione del patrimonio immobiliare delle zone limitrofe a quelle colpite. Agire in fretta significa salvaguardare non solo le case, ma la memoria e il futuro di Niscemi.